martedì 31 gennaio 2012

Douglass Merril, trasformare in opportunita' le proprie difficolta'.


"NON E IL SOLITO INVITO A RAZIONALIZZARE
SPAZI E IMPEGNI. NEANCHE L'ENNESIMA GUIDA
FAI DATE PER DIVENTARE PIÙ EFFICIENTI. SE
A SCRIVERE UN MANUALE DI ORGANIZZAZIONE
E UN EX BAMBINO DISLESSICO, DIVENTATO TOP
                     MANAGER A GOOGLE... CE MOLTO DA IMPARARE"
estratto dall'articolo di Marina Speich, rivista Grazia.


 disorganizzati e casinisti ?
Che si tratti di memoria difettosa, di tendenza al multitasking o di difficoltà a gestire il tempo, ognuno di noi ha le sue limitazioni e tutte cospirano per interferire con una proficua organizzazione.Tuttavia, come dice il guru Douglas Merrill, ex chief information officer di Google, ora felicemente in proprio, tutto questo non è colpa nostra.Il nostro cervello semplicemente non è strutturato per gestire la pressione e le richieste che si contendono la nostra attenzione, tipiche di questo mondo moderno, iperattivo, sovraccarico di informazioni simultanee. Oltre a ciò, molte strutture di cui è composta la nostra società sono ormai arcaiche e ci costringono ad un lavoro aggiuntivo caotico che ci rende stressati, dispersivi e disorganizzati.Ma non deve necessariamente essere così. Fortunatamente, abbiamo una miriade di meravigliosi strumenti digitali e di tecnologie a portata di mano che ci aiutano a gestire le forze del nostro cervello e le nostre vite. Il trucco è conoscere quando e come usarle. Questo è il motivo per cui Merrill, artefice e promotore dello sforzo di Google per "organizzare il mondo dell'informazione", offre una serie di consigli e strategie per diventare organizzati, efficienti e di successo come mai siamo stati.Detto da lui possiamo senza dubbio avere piena fiducia perchè Merrill non ha mai nascosto di essere dislessico e avere faticato moltissimo a scuola per non restare indietro, cosa che appunto lo ha spinto a darsi da fare e sbrigliare la fantasia nel trovare metodi di apprendimento e memorizzazione che lo 
portassero a risultati di eccellenza.



« Ero un ragazzino che viveva con il terrore che qualcuno si accorgesse che non ero bravo come gli altri. A quei tempi la dislessia non era un disturbo riconosciuto facilmente Facevo una granile fatica ad affrontare piccoli compiti che per tutti gli altri erano elementari La mia strategia è stata quella di trasformare i problemi complessi in problemi semplici. Non so se i miei trucchi saranno utili per tutti, ma credo che funzionino per un gran numero di persone. Perché ognuno di noi si deve confrontare con i limiti della propria mente, anche se non soffre di dislessia. Essere organizzati, quindi, non vuol dire saper archiviare le informazioni in "file'' ordinati, ma capire come funziona la nostra testa».

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