venerdì 23 aprile 2010

RAPITA DALLE LETTERE:Una testimonianza di una quindicenne molto coraggiosa!


RAPITA DALLE LETTERE, UNA TESTIMONIANZA DISLESSICA DI UNA 15ENNE da PagineBaby.it

Sempre più sentiamo parlare di dislessia, spesso l’argomento è trattato da esperti e addetti ai lavori.
Noi vogliamo portarvi altre voci e cominciamo da questa lettera scritta da una quindicenne, che ci è sembrata particolarmente efficace per introdurre l’argomento da un altro punto di vista.


Perché non leggi bene?
Quanti drammi iniziano così… Che risposta puoi dare? L’offesa fa capire che qualcosa non va e quelle 9 lettere che ti torturano da una vita, che se le incontri in un testo non riesci a decifrarle, le 9 lettere che sono il tuo terrore e la paura di pronunciarle non passerà mai.
Non c’è niente da fare, è una macchia d’olio su un vestito nero, si vede poco, ma per quanto la lavi non va via.
Tu puoi essere tra i più bravi a scuola, scrivere quasi correttamente, avere voti alti, ma quella lettura stentata e piena di paura mista a rabbia resta.
La vita reale si scontra con quella ovattata dell’infanzia quando una maestra ti mette davanti una lettera e dice: “Dimmi una parola che inizia per questa lettera”.
Il problema non è solo il confronto con quei giudizi o numeri che alla fine non hanno gran valore, ma gli sguardi straniti dei tuoi amici. Se glielo dici non sai mai come la prenderanno. Molte amicizie sono morte così, dicendo una parola che non sai neanche scrivere.
Alla fine, ti rendi conto che la persona che te lo ha chiesto è lo scemo di turno e allora sale la rabbia. Perché non tutti i dislessici sono sopra la media, ma quelli che chiedono “Perché non leggi bene?” stanno sicuramente sotto.
Non ho paura di dirlo, quelle 9 lettere mi hanno reso ciò che sono, nel bene e nel male. Certo, non voglio che si sappia, ma non è un segreto. Lo ammetto:
IO SONO DISLESSICA!

Firmato: Rapita dalle lettere


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1 commento:

  1. Il grande coraggio e la grande consapevolezza di un'adolescente! Quanto dolore c'e' nel suo percorso di vita? si perche' la dislessia non e' solo un problema che si vive sui banchi di scuola, ma riguarda tutta la sfera personale, tutta la vita! E' un modo di essere, di approciare con il mondo.Non e' un deficit, non e' un disturbo neurologico, non riguarda un quoziente intellettivo sotto la norma, perche' chi e' dislessico deve adattarsi a essere considerato difettato quando la societa' che lo circonda non sa neanche che cos'e' la dislessia?

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