martedì 9 marzo 2010

IL MINISTRO GELMINI FIRMA UNA TASK FORCE CON AID E TELECOM PRO DISLESSIA

Dal quotidiano La Stampa:
«Da oggi parte una task force contro la dislessia» nelle scuole. Un problema che «riguarda 350 mila ragazzi ma che si può affrontare con successo». Bisogna però «diagnosticarla il prima possibile e aiutare i ragazzi a superarla». Presenta così, il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, il protocollo di intesa a tre - ministero, Fondazione Telecom Italia, Associazione italiana dislessia (Aid) - firmato oggi a Roma, per due progetti nazionali: uno per riconoscere precocemente e combattere la dislessia nelle scuole italiane e l’altro per la formare di 6.000 insegnanti “di riferimento” in grado di aiutare gli alunni dislessici.

I due progetti triennali, su cui oggi il ministero si è impegnato a collaborare, fanno parte di un più ampio programma di azione contro la dislessia - disturbo che rende difficile ai ragazzi una lettura fluente e riduce le capacità di una scrittura corretta dal punto di vista ortografico - avviato da Aid e Fondazione Telecom che lo ha finanziato, per tre anni, con un milione e mezzo di euro. E che comprende altri due progetti: i campus estivi informatici per insegnare ai ragazzi l’uso di strumenti, utili per superare i problemi di apprendimento. E lo “zaino multimediale” che ha l’obiettivo di distribuire libri scolastici in formato digitale.

«La dislessia è una forma di disagio che spesso viene sottovalutata», ha detto Joaquin Navarro Valls, presidente della Fondazione Telecom Italia, prima della firma del protocollo. «Eppure riguarda il 4-5% dei ragazzi in età scolare. Ed è anche alla base di un gran numero di abbandoni scolastici», ha aggiunto Navarro Valls, sottolineando che la Fondazione si è impegnata a combattere questo disturbo anche in nome dell’etica della “responsabilità sociale” delle aziende che, come tutti, «hanno diritti e doveri».

E tra i doveri c’è quello di «fornire i mezzi per risolvere grandi problemi sociali», ha aggiunto augurandosi che il programma messo a punto con l’Aid «aiuti a ridurre concretamente gli abbandoni scolastici da parte dei ragazzi dislessici».

Per Rosabianca Leo, presidente Aid e madre di due ragazze dislessiche, il protocollo firmato oggi è un importante passo avanti da parte delle Istituzioni e anche un segnale dell’Italia alla Comunità europea. «Mi auguro che il prossimo passo sia la rapida approvazione di una legge nazionale che stabilisca regole e strumenti per aiutare questi bambini in tutte le scuole di ogni ordine e grado nell’intero Paese

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